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Sassoferrato: il 17 dicembre si apre la stagione di prosa del Teatro del Sentino

8' di lettura 18/11/2022 - L’appuntamento con il Teatro del Sentino, quest’anno, è di quelli da non perdere. Quella che si aprirà il 17 dicembre è una stagione di prosa che si preannuncia emozionante, intrigante e, come vuole la tradizione, nel segno della qualità.

Organizzata dall’Amministrazione comunale - sempre attenta alla promozione della cultura e dell’arte, per le quali investe competenze e risorse grazie anche al crescente interesse del pubblico - la stagione alterna momenti esilaranti ad altri più intensi che inducono alla riflessione, con uno sguardo spesso rivolto all’attualità. Una edizione, al cui allestimento collabora la Pro loco, che presenta sei titoli in cartellone, di cui cinque in abbonamento ed uno dedicato al pubblico giovane che avrà quali protagonisti i giovanissimi allievi della Scuola comunale di teatro. In scena artisti di primo piano del panorama artistico nazionale e non solo: da Cesare Bocci a Galatea Ranzi, da Tosca D’Aquino a Giampiero Ingrassia, da Enzo Iacchetti a Vittoria Belvedere, da Tiziana Foschi ad Antonio Pisu, da Giancarlo Ratti a Piero Guarnera, da Annalena Lombardi a Mariella Guarnera, solo per citare i più noti.

L’apertura è affidata a quella che è considerata la regina e, nel contempo, la più amata delle operette, La vedova allegra, autentico capolavoro del compositore Franz Lehár. A distanza di oltre un secolo daI suo debutto al Theater An der Wien di Vienna, la romantica vicenda, ambientata nella Parigi dei primi anni del Novecento, continua ad ammaliare il pubblico con la sua leggerezza, gli equivoci esilaranti e le tematiche sempre attuali legate all’amore, al denaro e al potere. Nella circostanza la creazione di Lehár viene fatta rivivere attraverso un’originale rivisitazione di Mariella Guarnera che propone una nuova ed esclusiva versione mantenendo l’eleganza della tradizione classica. Come mezzosoprano la Guarnera vanta una trentennale attività artistica che l’ha vista presente nelle stagioni dei più importanti teatri nazionali e internazionali. La regia porta la firma di Edoardo Guarnera, grande tenore e poliedrico artista, recentemente scomparso, al quale è dedicato lo spettacolo per onorarne la memoria. Figure centrali dell’operetta sono Annalena Lombardi e Piero Guarnera. Quest’ultimo, baritono di alto valore, ha alle spalle una lunga e brillante carriera che lo ha visto esibirsi costantemente in prestigiosi teatri d’opera italiani ed esteri. La Lombardi è artista versatile e di grande talento: attrice, cantante, soprano, soubrette. Oltre ai citati interpreti, sul palco del Sentino si esibiranno altri quindici eccellenti artisti della GuarnerBros. Divertenti pasticci diplomatici, circostanze frizzanti e gradevoli intrighi animano l’intera storia nella quale le melodie di Franz Lehár e non solo, fanno da cornice allo spettacolo, interamente cantato dal vivo.

Il secondo appuntamento della stagione, il 24 gennaio, è con rappresentazione intensa, emozionante, coinvolgente ed estremamente attuale - Il figlio - firmata dallo scrittore, drammaturgo e regista francese Florian Zeller. L’opera dell’autore parigino, candidata a sei premi Molière, fa parte di una trilogia, Il padre, La madre e, appunto, Il figlio, i cui testi non sono collegati fra loro se non dal numero dei personaggi e dalle implicazioni umane e sociali che sviluppa. Di alto profilo anche la regia, che porta la firma di Piero Maccarinelli. Protagonisti centrali della rappresentazione due grandi attori, intensi, raffinati e molto apprezzati dal pubblico: Cesare Bocci e Galatea Ranzi. Accanto a loro altri tre interpreti di valore, quali Giulio Pranno, Marta Gastini e Jacopo Angelini. Dopo il successo ottenuto firmando la regia de Il padre, Maccarinelli “riprende” Zeller con questa opera che racconta con acutezza e sottigliezza le incomprensioni generazionali, gli egoismi e l’incomunicabilità nella famiglia del giovane Nicola, attorno alla cui dolorosa adolescenza si snoda la vicenda. «La trama è semplice, soprattutto all’inizio - scrive lo stesso Maccarinelli nelle note di regia - ma non il tessuto di emozioni, la voglia di svelare quel che spesso, troppo spesso si nasconde. Il testo è capace di conquistare grazie non solo alla bellezza del linguaggio, ma alla capacità di introspezione, ai rimandi fra un personaggio e l’altro, al manifestarsi delle loro debolezze, delle loro incapacità di capire se stessi e gli altri. La vita in tutte le sue sfaccettature per piantare uno specchio nel cuore a tutti i genitori di un figlio adolescente. Non voglio svelare il grande colpo di scena del finale che spero emozioni gli spettatori».

Il 21 febbraio Tosca D’Aquino e Giampiero Ingrassia, porteranno in scena Amori e sapori nelle cucine del Gattopardo, una commedia divertente e coinvolgente il cui testo è firmato da Roberto Cavosi, per la regia di Nadia Baldi. Accanto ai due protagonisti, un altro grande interprete, Giancarlo Ratti. Completano il cast tre validissimi attori: Tommaso D’Alia, Rossella Pugliese e Francesco Godina. Cosa accade nelle cucine di Palazzo Ponteleone mentre nei lussuosi saloni soprastanti si consuma il famoso ballo narrato dal famosissimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa Il Gattopardo? È presto detto: volano le portate, si azzuffano i cuochi, si tirano padelle, ma, soprattutto, si svelano amori impensabili, crudeli e meravigliosi, conditi da tutti quei santi e profani profumi tipici della cucina siciliana. Teresa, la cuoca, in gioventù è stata la prostituta prediletta nientemeno che di Don Fabrizio Salina, il Gattopardo. Il loro fu un amore tanto intenso quanto impossibile che incendiò un’intera estate. Ma è da vent’anni che non si vedono e lei lo aspetta, sperando che la degni almeno di un saluto, mentre la sua anima custodisce un inconfessabile segreto. Una storia ambientata nel secondo ‘800 che si dipana tra succulenti litigi, ricatti, ironia, sarcasmo e umorismo, attraverso lo scontro di Teresa e l’altro cuoco, Monsù Gaston. Uno invidioso dell’altra, non si accontentano di gareggiare nel preparare i piatti migliori, ma vogliono avere anche l’esclusiva delle attenzioni di Don Fabrizio. Un testo nel quale pietanze e sentimenti si mischiano ad arte in quel caleidoscopico mondo fatto di languore ed erotismo, di passione e causticità tipico del “profondo” sud.

Un recital all’insegna della risata, ma anche dell’“amarcord”, dal titolo Faccia un’altra faccia, andrà in scena l’11 marzo. A metterci la…faccia, la sua, tosta e schietta come sempre, Tiziana Foschi, la quale, attraverso una brillante performance, rappresenta le facce di vari personaggi, spesso singolari, talvolta buffi oppure strani, che l’attrice romana ha incontrato nel percorso della sua carriera e della sua vita, dagli inizi con il famoso quartetto “Premiata Ditta” fino ad oggi. Attrice dalla straripante vis comica, ma anche versatile e intensa - basti pensare alla magistrale interpretazione drammatica esibita in Pesce d’Aprile accanto a Cesare Bocci - la Foschi torna al Teatro del Sentino con la “complicità” in scena di una solida spalla, quella di Antonio Pisu, attore, regista e sceneggiatore di grande sensibilità artistica. Entrambi firmano il testo dello spettacolo, la cui regia è curata dallo stesso Pisu. E’ la stessa Foschi a spiegare il senso di questo suo lavoro teatrale: «Persone, tipologie umane che ho visto passare (ma anche restare) in molti anni di questo mestiere. Facce che in scena si amplificano, diventano grottesche pur di strappare una risata, e in platea ognuno riconosce il vicino di casa, il giornalaio, il collega d’ufficio, la suocera, ma mai se stesso. È l’antico gioco della parodia: trasformare persone in personaggi e situazioni quotidiane in ciò che vale la pena di raccontare. Le mie facce sono proiezioni di realismo, sono facce contemporanee, che raccontano l’attualità, ma anche facce di sogno cinico e garbato. Questo spettacolo cerca di scatenare una risata, stimolare un pensiero, suscitare un ricordo…cerca una nuova faccia da mostrare».

Chiuderanno la stagione degli spettacoli in abbonamento, il 19 aprile, due grandi artisti, poliedrici, brillanti, padroni del palcoscenico: Enzo Iacchetti e Vittoria Belvedere, protagonisti di una splendida commedia, Bloccati dalla neve, che porta la firma del drammaturgo britannico Peter Quilter, per la regia di Enrico Maria Lamanna. Il testo dello spettacolo è recentissimo, essendo stato scritto nel 2020 durante il primo lockdown. Bloccati dalla neve è una commedia brillante che ha come tema la convivenza tra persone diverse, sia per carattere, sia per il modo di concepire il mondo e la vita, in una situazione al limite, di estrema necessità. Patrick è un uomo di mezza età che vive solitario in un cottage di campagna. Ama stare da solo e negli anni ha sviluppato una sorta di misantropia. Un giorno, però, durante una violentissima tempesta di neve, la sua pace viene turbata. Judith, una donna che vive nel villaggio vicino, bussa alla sua porta chiedendo pane e uova. È interamente coperta di neve. Patrick, indispettito, la accontenta, sperando che Judith se ne vada presto. Purtroppo per lui le cose si complicano. La tempesta di neve diventa ancora più violenta e un comunicato della polizia intima a tutti gli abitanti dei dintorni di non uscire all’aperto e di barricarsi in casa. I due sono così costretti a dover convivere in quella quarantena forzata. Due caratteri forti messi costantemente a confronto, ventiquattro ore su ventiquattro. Riusciranno Patrick e Judith a trovare dei punti in comune, sebbene appartengano a mondi completamente diversi? Diventeranno amici, nonostante tutto, anche dopo la fine della tempesta di neve?








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-11-2022 alle 12:13 sul giornale del 19 novembre 2022 - 260 letture

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