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Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne: il 25 novembre una diretta Facebook del PD

3' di lettura 24/11/2022 - Fu l'assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre del 1999, con la risoluzione 54/134, che decise di celebrare il 25 novembre come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Questa giornata, dopo 23 anni, è un importante momento di riflessione istituzionale, ma è anche importante per una mobilitazione ed avviare come Partito Democratico una denuncia collettiva insieme a tutte quelle associazioni, enti, centri antiviolenza che da anni si impegnano per contrastare questo fenomeno ed affiancare le donne nel loro percorso di fuoriuscita da storie segnate dalla violenza in ambito famigliare.

Questo fenomeno è ancora eclatante e molto preoccupante, dall’inizio dell’anno sono state 104 le donne uccise di cui 88 in ambito affettivo e 72 in quello familiare dal proprio partner o dall’ex.

Continuiamo di fatto, ad essere spettatori di “una guerra mai dichiarata” sapendo che nel 2022 una vittima su tre è stato un femminicidio.

Alla base c’è il presupposto malato di questa società che porta ancora molti uomini a vantare un diritto di possesso verso la propria donna.

Molte volte si cerca di giustificare o capire questi efferati femminicidi come raptus, gelosia, amore malato,… Purtroppo no, nulla di tutto questo, è ancora fortissimo culturalmente un senso di superiorità e di dominio con cui l’essere maschio si sente socialmente autorizzato a sovrastare il genere femminile. Sono ancora presenti stereotipi di genere nella nostra società, che accentuano un ruolo di dominio e di potere in maniera strutturale, non occasionale, di fatto un vero e proprio patriarcato.

Per contrastare questo fenomeno è necessario agire su più fronti: innanzitutto quello culturale, preventivo, economico, ma non meno importante è quello legislativo.

Bisogna prendere molto sul serio le diverse segnalazioni di violenze e molestie, denunce che ancora cadono nel vuoto, o vengono sottovalutate. Molte donne ancora non denunciano perché temono di essere non credute, forse perché arrivate in ritardo, come se in base al tempo che la vittima ha impiegato a denunciare si possa valutare la credibilità di chi si trova in una situazione di evidente svantaggio.

Ancora a volte è la vergogna, l’annientamento di qualsiasi forma di autostima o perché non ci si sente tutelati da chi potrebbe poi minimizzare episodi di molestie e violenza.

In questo contesto così drammatico, le Istituzioni sono chiamate a cercare di dare il massimo aiuto possibile al territorio.

Serve formazione specifica del personale pubblico che viene a contatto con le donne che subiscono violenza. Quello delle forze dell’ordine, dell’amministrazione giudiziaria delle operatrici e operatori del personale sanitario: devono porsi a fianco della donna in un percorso difficile e doloroso, ma fondamentale per superare od evitare il peggio.

La sfida culturale va vinta fin dai banchi di scuola, dalla più tenera età è necessario formare ed educare alle differenze, alla cura del rispetto, per assicurare a tutti pari valore, diritti, pari opportunità e pari dignità di persona.

Altro strumento è l’emancipazione economica delle donne, la difesa del lavoro, chiudere divari salariali occupazionali e di genere ed eliminare carichi di cura che ancora pesano quasi esclusivamente sul lavoro femminile.

Inoltre, massima attenzione e supporto va fornito ai figli e alle figlie delle vittime di violenza, che si trovano nella terribile condizione psicologica di aver assistito ad atti di violenza, senza una madre e con il padre in prigione. Situazioni delicatissime su cui vanno centrati interventi calibrati e intelligenti.

L’iniziativa che proponiamo come Federazione Provinciale ha lo scopo di avviare un confronto tra istituzioni, centri antiviolenza, società civile, strutture di partito per mettere in campo azioni efficaci capaci di invertire la tendenza.


da Jacopo Francesco Falà
Segretario Provinciale PD Ancona







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-11-2022 alle 15:24 sul giornale del 25 novembre 2022 - 18 letture

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