statistiche sito

Satolli si racconta con il Lions Club di Fabriano

4' di lettura 12/03/2023 - Ucraina, Mosul, Raqqa, Gazza e tante altre tragiche, drammatiche e dolorose tappe di una scelta di vita in medio oriente e non solo, che Emanuele Satolli, affermato fotoreporter del Time, l’Espresso, Repubblica ed altri prestigiosi organi d’informazione internazionali ha raccontato ai tanti soci del Lions Club, intervenuti per prendere parte al service tenuto al “Ristoro Appennino”.

Ad onorare Emanuele Satolli, quarantenne freelance nato a Fabriano, specializzato in fotogiornalismo dopo aver frequentato la scuola di giornalismo di Torino, grazie all’incontro voluto dal presidente del Lions Club, Alaimo Angelelli, sono intervenuti Il Circolo della Stampa Marche Press, il Fotoclub Arti Visive Fabriano e l’assessore alla Bellezza, Maura Nataloni: “rendiamo omaggio ad un giovane concittadino che ha già ricevuto l’agnizione del “Premio Gentile” per le sue doti professionali e umane”.

Già, proprio così, in estrema sintesi, Emanuele, ha raccontato, in punta d’immagine del suo 35millimetri, la vita come testimone in prima linea di orrori, sofferenze e incancellabili cicatrici della guerra, tappe di un viaggio fisico ed emozionale tra passato e presente: dalla difficoltà di raggiungere i luoghi dove si spara e cadono le bombe, ai tanti episodi di morte non solo di soldati, medici, operatori e civili; dalle macerie che ricoprono molte città della Turchia dopo il recente devastante terremoto (un clik su questa sciagura gli è costato un pugno in viso ndr) ai luoghi in cui ovunque si “combatte ” quotidianamente per la sopravvivenza. “Un lavoro oltre modo rischioso e al tempo stesso logorante non solo fisicamente ma anche psicologicamente perché si deve essere sempre alla ricerca di nuovi linguaggi e nuovi modi di esprimersi” ha commentato questo personaggio di alta levatura ma caratterizzato da una umiltà tipica dei grandi (agli esordi ha lavorato come cameriere ndr) rispondendo alle domande che gli sono state rivolte da una platea silente, impressionata, quasi esterrefatta ma sempre molto attenta partecipe alle parole di che hanno accompagnato le sbalorditive immagini.

Emanuele, come si dice in gergo non ha seguito una scaletta ma l’istinto e l’emotività; parlando in prima battuta dell’Ucraina, dove si è trovavo già all’inizio del conflitto, occupandosi poi del suo lavoro iniziale con il New Yorker e il Wall Street Journal, cui ancora lavora in Ucraina; ha esaminato la situazione del terremoto in Turchia, intercalandola con il percorso che lo ha portato a diventare un giornalista e poi fotogiornalista; infine, il trasferimento in Turchia e i lavori in medio oriente: Iraq, Siria, Striscia di Gaza. Anche Libia, Afghanistan. Nella articolazione del suo intervento, ha posto l’accento sulla collaborazione con la rivista Time, sui suoi anni di lavoro in Medio Oriente, dove è stato testimone dei più importanti eventi: la liberazione di Mosul dalla presenza dell’ISIS e la caduta dello Stato islamico nella roccaforte siriana di Raqqa. Nel 2018 ha seguito le proteste nella striscia di Gaza durante l’inaugurazione della nuova ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme.

Emanuele, ha richiamato alla memoria che vive tra Milano e Istanbul, città questa ultima che gli permette un accesso immediato in Medio Oriente e una visione privilegiata delle tensioni sociali, economiche e politiche della Turchia, dalla questione curda alle derive politico-integraliste e al tentativo di integrazione dei rifugiati siriani che vivono nel Paese, da qui tra gli altri un saggio fotografico intitolato “The New Sultan” realizzato viaggiando in tutto il paese, fotografando molti dei cambiamenti storici in atto. Il “fotoreporter di Contrasto” che sta lavorando a reportage per il New Yorker, ha poi fatto rivivere il suo viaggio da una città all’altra dell’Ucraina, documentando lo stato del conflitto di un mestiere rischioso e importantissimo per il racconto della realtà dove paura e adrenalina lo hanno spinto a rivolgere “lo sguardo verso l’essere umano che c’è dietro l’obiettivo della macchina fotografica, con tutte le difficoltà di un lavoro che attraversa arte, orrore, coraggio, superando la paura da affrontare, i disagi da vivere, la freddezza che occorre per stare in zona di guerra descrivendo con gli scatti”, e uso un eufemismo “eventi forti”.

Piace concludere mettendo in risalto che Il suo lavoro è stato pubblicato in riviste quali TIME, The Wall Street Journal, The New Yorker, Bloomberg, Businessweek, The Washington Post, WIRED, Courrier International, Al Jazeera, CNN, Internazionale, Rolling Stone, Corriere della Sera e La Repubblica. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti sia in Italia e che all’estero, tra i quali nel 2021 il Premio nazionale Gentile da Fabriano - 'Carlo Bo’. Ha esposto le sue foto in mostre personali, sia in Italia che all’estero.


   

da Daniele Gattucci
 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-03-2023 alle 14:33 sul giornale del 13 marzo 2023 - 178 letture

In questo articolo si parla di attualità, fabriano, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve ? https://vivere.me/dW4D





logoEV
logoEV
qrcode