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Picchiò il capotreno che gli aveva chiesto il biglietto: minore collocato in comunità

4' di lettura 19/03/2023 - Operazione nei giorni scorsi dei Carabinieri della Compagnia di Fabriano.

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, in borghese, alle prime luci del giorno, hanno dato esecuzione all’ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari di Ancona, applicando ad un Fabrianese, minorenne, la misura cautelare del collocamento in comunità in quanto ritenuto responsabile del delitto previsto e punito dall’art. 336 C.P. (resistenza o minaccia a pubblico ufficiale), del delitto 582 e 583 (lesioni aggravate) e del delitto di cui all’art. 340 C.P. (interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità).

Alcune settimane fa, il capotreno del convoglio regionale che unisce le Marche all’Umbria, nell’ambito delle proprie funzioni di verifica dell’effettivo possesso dei titoli di viaggio dei passeggeri, procedeva al controllo di un soggetto di giovane età il quale risultava sprovvisto di biglietto. Conseguentemente, dovendo procedere alla constatazione della relativa sanzione amministrativa, l’uomo chiedeva al passeggero di esibire un documento di identità che veniva mostrato in pessime condizioni oltrechè scaduto.

A quel punto il controllore avvisava il ragazzo che avrebbe richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per procedere alla sua identificazione. Il capotreno intimava al ragazzo di scendere dal convoglio avvisandolo che, in caso contrario il treno non sarebbe ripartito; per tutta risposta, passeggero iniziava ad insultarlo e minacciarlo al fine di intimorire il controllore e costringerlo ad omettere un atto del suo ufficio ovvero il controllo. Vista la situazione il capotreno fermava il treno alla stazione di Genga, scendeva dal treno e con il telefono di servizio si apprestava a contattare il numero di emergenza.

Il ragazzo, approfittando della distrazione del capotreno intento a chiedere assistenza, raggiungeva il capotreno mettendosi sopra la carrozza, rispetto al capotreno che, invece, era sul marciapiede della stazione ferroviaria di Genga. Sfruttando la situazione a suo vantaggio l’indagato si scagliava contro il pubblico ufficiale senza esitare centrandolo con tre pugni al volto per poi darsi a precipitosa fuga. L’azione del giovane ha cagionato lesioni personali gravi – rottura del naso – ed una alterazione anatomica funzionale permanente provocando in quanto la malattia patita dalla vittima si protraeva necessariamente per un periodo superiore a 40 giorni.

Nel frattempo interveniva sul posto personale medico, le lesioni inferte al capotreno imponevano al personale sanitario di condurre l’uomo presso il vicino ospedale di Fabriano, e, di conseguenza, visto che il convoglio risultava privo del responsabile, la corsa veniva soppressa e le persone a bordo erano costrette ad usufruire del treno successivo, provocando di fatto anche una interruzione di pubblico servizio. Sul posto accorrevano anche i Carabinieri di Genga e del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri della Compagnia di Fabriano, con il compito di porre in essere immediate indagini finalizzate ad identificare l’autore del vile gesto; venivano acquisite in primis le immagini del sistema di videosorveglianza installato a bordo del treno, dalle quali si acquisivano fondamentali elementi in merito alla dinamica ed alla fisionomia dell’autore. Successivamente si assicuravano le fonti testimoniali acquisendo dai passeggeri del convoglio quante più informazioni possibili, le informazioni così acquisite supportavano e coincidevano con la descrizione del soggetto e della dinamica del fatto fatta dalla vittima/controllore. Le indicazioni apprese avvaloravano l’ipotesi che l’autore del reato potesse essere identificato in un minorenne, del grave fatto veniva quindi immediatamente informata la competente Autorità Giudiziaria nella persona del Procuratore dei Minori di Ancona, la quale immediatamente in sinergia con gli investigatori dell’Arma formulava le strategie investigative necessarie ad associare al volto un nome, attività propedeutica ad intraprendere l’azione penale.

Il triste evento ha suscitato grande rilevanza mediatica tanto di essere oggetto di approfondimenti da parte di trasmissioni televisive nazionali e commenti da parte autorità politiche di primissimo piano. L’abnegazione e la tenacia degli investigatori, la direzione e la sinergia con l’Autorità Giudiziaria titolare delle indagini, hanno consentito in breve termine di ottenere il risultato sperato, il controllore riconosceva con assoluta certezza la foto dell’autore del reato. Il Giudice delle Indagini Preliminari di Ancona, concordando in pieno con la richiesta formulata dal Procuratore dei Minori, riconosceva in capo all’indagato il concreto ed attuale pericolo che lo stesso potesse commettere ulteriori reati della stessa specie, una elevata pericolosità sociale desunta anche da altri reati commessi dallo stesso, disponendo quindi la misura cautelare del collocamento in una comunità, misura puntualmente eseguita dai militari della compagnia dei Carabinieri di Fabriano pochi giorni orsono.

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Questo è un articolo pubblicato il 20-03-2023 alle 13:35 sul giornale del 20 marzo 2023 - 598 letture

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