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Sassoferrato in festa per i 100 anni di Maria, la "donna della miniera"

5' di lettura 10/05/2023 - Maria Dell’Acqua, iscritta nel registro delle nascite del Comune di Urbino il 26 aprile 1923, forte della sua unicità e caparbietà, afferma di sapere di essere nata il 25 e in tale data ha festeggiato i suoi 100 anni!

Il Sindaco di Sassoferrato, Maurizio Greci, che Maria ha visto crescere perché residente a Cantarino, paese di origine del primo cittadino, ha fatto omaggio come di consuetudine per i centenari, di una targa e di un mazzo di fiori che ha consegnato a Maria presso l’abitazione della nipote acquisita Ornella, dove abita da qualche anno a questa parte e dove i familiari hanno organizzato una bella festa ricca di emozione e commozione.

Cento candeline per Maria dell’Acqua, quindi, assunta dalla Montecatini come operaia presso la Miniera di Zolfo di Cabernardi non appena compiuti i 18 anni, per sopperire, erano tempi di guerra, alla carenza di personale dovuta al fatto che gli uomini erano stati chiamati al fronte. Donna molto determinata e forte seppur piccola di costituzione, Maria ha affrontato la sua vita sempre con entusiasmo e grinta. Originaria di Fornace di Urbino, era il 1932 quando Maria seguì i suoi zii, ai quali era stata affidata, quando furono trasferiti a Cabernardi a seguito della chiusura della miniera locale. Parte attiva ed essenziale per il “Villaggio dei Minatori” di Cantarino, dove Maria ha vissuto, per molti anni da sola, fino a poco prima della pandemia. Negli anni 70 Maria ha gestito il locale Circolo e nel corso del tempo si è occupata della cura del paese, sempre attenta ai particolari, ultimamente si è dedicata alla cura e custodia della Chiesina del Minatore dove si può venerare la statuina di Santa Barbara che era posizionata al 13° livello della Miniera a protezione dei minatori.

Guida appassionata ed esperta per gli avventori e per intere scolaresche capace di trasmettere testimonianze dirette ed emozioni forti. Il suo racconto di vita: “Una Donna in Miniera” è stato pubblicato nel libro edito dall’Associazione Culturale “La Miniera”, a cura di Paroli Giuseppe e Don Dario Marcucci, “Lo Scrigno dei Ricordi” dove descrive il duro lavoro: “….le donne le faceva lavorare fuori, perché sotto potevano andarci solo gli uomini… Noi donne lavoravamo all’esterno e ci facevano fare tutti i lavori da uomini, non potevamo rifiutarci anche se erano troppo pesanti… più adatto alle donne era il lavoro delle panotte: lì facevamo un impasto con lo zolfo stacciato…. E lo mettevamo in uno stampo, che era una specie di secchio con un buco in mezzo, poi tutte le panotte dovevano passare nelle celle ad asciugare".

Proprio dal racconto di Maria riguardante le panotte è stato ideato un gioco del “Palio della Miniera di Zolfo di Cabernardi”, manifestazione che si svolge ormai da ben 23 anni la prima settimana di agosto e che rievoca lavoro e tradizioni dell’epoca mineraria, si tratta del “Cartoccio del Minatore”, ispirato dalla testimonianza di Maria: “Facevamo i turni anche noi, dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22 e ci portavamo da mangiare con la guluppa. Mi ricordo che quando lavoravo alle panotte vicino ai forni Gill, dentro ai pani cuocevamo da mangiare: d’accordo con lo spinatore e di nascosto dai sorveglianti, avvolgevamo nella carta paglia quello che avevamo portato da casa: una patata, un uovo, una mela, chi poteva una salsiccia e mettevamo il cartoccio in un pane di zolfo che avevamo segnato prima di mandarlo al forno. Quando lo sfornavamo, spaccavamo quello segnato e tiravamo fuori il nostro pranzo ben cotto, non sapeva di zolfo, anzi era un lusso mangiare un pasto caldo appena sfornato…”

Maria ha fatto un lavoro “più adatto ad una donna”, come lei stessa afferma solo negli ultimi anni di lavoro quando era impegnata nella mensa. Il marito, anche lui minatore, è stato un occupante della Miniera e dopo il conseguente licenziamento, lui e Maria si sono dovuti traferire in Belgio. Sono giunti a Maria anche gli auguri di Carlo Evangelisti, Presidente del Parco Nazionale dello Zolfo di Marche e Romagna, che ha voluto rendere omaggio ad un personaggio che con la sua esperienza di vita comune ha fatto la storia della miniera: “Voglio fare gli Auguri ai 100 anni di Maria di Cabernardi operaia addetta alle pagnotte di zolfo nella stessa miniera.

Parte della storia di quella miniera come delle miniere di zolfo di Marche e Romagna è rappresentata dalla sua vita. Oggi è difficile, soprattutto per i giovani, capire cosa significasse, specie per una donna, la vita di miniera per averne una idea li invito a visitare i siti minerari del Parco Museo di Cabernardi, Perticara, Urbino, Formignano, né usciranno sicuramente più consapevoli di una storia passata ma non remota ancora viva nella nostra memoria collettiva. AUGURI Maria di salute e serenità!” Tanti affettuosi auguri a Maria quindi, che ha ricevuto anche un altro importante riconoscimento il 4 dicembre 2022, in occasione della Celebrazione di Santa Barbara, quando l’Associazione “La Miniera” ha consegnato delle targhe celebrative ai pochi minatori ancora in vita, quale riconoscimento del lavoro prestato.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-05-2023 alle 11:38 sul giornale del 11 maggio 2023 - 172 letture

In questo articolo si parla di attualità, sassoferrato, Comune di Sassoferrato, comunicato stampa

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