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Finta "figlia" all'estero chiede i soldi alla madre fabrianese: era una truffa. La polizia segnala il caso all'Interpol

2' di lettura 12/09/2023 - Sventata l'ennesima truffa a Fabriano.

La collaborazione tra il cittadino e la polizia di stato è vincente nella prevenzione. Ieri, all’ora di pranzo, una fabrianese riceveva un messaggio da sua figlia, residente all’estero. L’utenza mittente non era conosciuta nella rubrica della donna: la congiunta le spiegava che la propria borsetta, contenente anche il cellulare, le era caduta in acqua e per questo era stata costretta ad acquistare un nuovo smartphone con nuova sim. In ragione dell’incidente era rimasta anche senza soldi e per questo chiedeva alla madre di recarsi in banca e prelevare 1500 euro da inviarle.

La fabrianese, preoccupata, cercava di contattare il nuovo cellulare della figlia (sia voce che con la app di messaggistica) ma i tentativi andavano a vuoto. Memore però delle raccomandazioni in materia di prevenzione delle truffe telefoniche ed informatiche che si susseguono da tempo attraverso tutti i canali di informazione, la fabrianese si rivolgeva ai poliziotti del commissariato di Fabriano.

Questi raggiungevano la donna presso la sua abitazione: insieme a lei componevano il numero di cellulare della figlia. Dopo qualche tentativo, questa finalmente rispondeva negando di trovarsi in stato di necessità e smentendo la versione dell’incidente. Finalmente rassicurata, la fabrianese si trasformava in “poliziotta”: insieme agli operatori della polizia giudiziaria del commissariato di Fabriano intratteneva a quel punto una corrispondenza con l’anonimo interlocutore che fingeva essere la figlia, alfine rassicurandolo di essere stata in banca ed avere prelevato la somma richiesta. L’ipotesi più concreta appariva essere quella che avrebbe voluto, a quel punto, che la finta “figlia” avrebbe incaricato un terzo del prelevamento materiale dei soldi dalla madre a casa di questa per inviarglieli in qualche modo. In tal modo, infatti, spesso si concretizzano quelle che vengono comunemente chiamate “truffe agli anziani”. Arrivava a questo punto, però, la richiesta di versare il contante su un iban che l’ignoto interlocutore forniva alla fabrianese: verificato con le banche dati in uso alla polizia di stato, questo risultava localizzato in Irlanda.

Le comunicazioni con l’ignoto truffatore venivano a questo punto interrotte dalla donna che ringraziava i poliziotti di Fabriano per la celerità dell’intervento e la vicinanza in un momento di profondo turbamento e smarrimento. L’utenza e l’iban “truffaldini” saranno segnalati ai competenti organi dell’Interpol per gli approfondimenti del caso. Il commissariato di polizia di Fabriano invita tutti i cittadini a non dare mai corso a richieste “strane” o che facciano riferimento a necessità impellenti di famigliari lontani non raggiungibili direttamente o indirettamente senza il confronto con un operatore di polizia.

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Questo è un articolo pubblicato il 12-09-2023 alle 13:09 sul giornale del 13 settembre 2023 - 702 letture

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