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Massimiliano Santini: “La CNA di Ancona, pur nel rispetto dell’assoluta legittimità ed autorevolezza che ricopre l’Autorità prefettizia, apprende con preoccupazione al sostanziale impedimento della mobilità intercomunale per gli utenti del settore benessere e servizi alla persona e dopo aver lavorato fin da subito per trovare una sintesi sindacale con la Regione Marche, alla quale va il nostro rinnovato ringraziamento, da ieri sera abbiamo comunicato ai nostri associati il contenuto della risposta della Prefettura di Ancona alla nostra richiesta di chiarimento rispetto alle disposizioni del DPCM del 3 Novembre scorso, che regolamentano appunto una questione diffusa e centrale per la vita di molte attività nella zona arancione”.




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Realizzare una piattaforma logistica integrata tra Porto di Ancona, Aeroporto di Falconara e Interporto di Iesi per vincere l’isolamento delle Marche sia in chiave di scambi commerciale sia in chiave turistica.




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Il lavoro svolto insieme porta risultati concreti. Il presidente di CNA Fabriano, Maurizio Romagnoli, si dice soddisfatto per l’importare risultato raggiunto al proficuo lavoro di dialogo e di concertazione con l’Amministrazione Comunale che ha portato allo stanziamento di oltre 500 mila euro di agevolazioni per le attività commerciali della città.



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Oltre il 70% delle aziende anconetane oggetto dell’indagine condotta dalla CNA Nazionale e calata nel territorio locale nella fase emergenziale hanno sospeso completamente l’attività e il restante 29,4% di coloro che ha lavorato l’ha fatto con consegna a domicilio (6,7%) e a seguito della comunicazione al Prefetto (4,9%). Infine il 17,8% di loro non ha mai smesso di lavorare.


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Ricavi più che dimezzati nel 2020 con il turismo che prevede una contrazione del 66,3%, giudizi in prevalenza negativi sui provvedimenti finora adottati dal Governo per contrastare la crisi provocata dalla pandemia, 7 imprese su 10 hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, forti criticità per l'accesso al credito.


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Desta sconcerto e rabbia il fatto che nel Dpcm del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. L’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno, è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore.