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Ancora niente di fatto sulla vertenza Elica: i sindacati giudicano insufficienti le proposte di Elica, chiedendo una nuova convocazione del Tavolo di Crisi al Ministero dello Sviluppo Economico e misure che permettano di rilanciare la competitività delle produzioni marchigiane.


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Grazie al cosiddetto Fondo Salva Opere sono stati assegnati 89 milioni di euro a ben 438 richieste da parte di aziende in tutta Italia. Introdotto dal Governo Conte su proposta del M5S, il fondo è destinato a saldare i crediti che le imprese impegnate in lavori statali vantavano nei confronti di aziende capofila inadempienti, ad esempio quelle in concordato preventivo. Tra queste Astaldi, al lavoro sulla Quadrilatero, la cui crisi aziendale ha creato problemi a decine di imprese subappaltatrici.


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Istituire una Zona logistica semplificata rafforzata nelle Marche, per sostenere le aziende locali ed evitare chiusure. E' la proposta avanzata da Alessia Morani, deputata del Pd, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa a Cerreto d’Esi (AN) con i consiglieri regionali del Maurizio Mangialardi, Antonio Mastrovincenzo e Romano Carancini.


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Azienda e sindacati devono dialogare e collaborare nel rispetto dei propri ruoli. E le istituzioni, a tutti i livelli, non devono lasciare soli né le imprese né i lavoratori, ma piuttosto fare il possibile per affrontare le crisi industriali che, anche per via della crisi sanitaria dovuta alla pandemia da Coronavirus, si sono acuite in questi ultimi mesi”, questo il commento del capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche, Carlo Ciccioli, che venerdì 11 giugno ha voluto essere presente al presidio organizzato dal Coordinamento sindacale unitario di Elica sotto la sede della Prefettura ad Ancona.


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“Siamo ancora una volta qui, a fianco dei lavoratori dell’Elica e delle organizzazioni sindacali per chiedere il ritiro del Piano industriale presentato dall’azienda, che, con i suoi propositi di delocalizzazione delle linee produttive in Polonia, mette a rischio oltre 400 posti di lavoro.


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Di nuovo riflettori puntati sull’ospedale di Fabriano: stavolta sotto tiro è la scelta dell’ASUR di garantire solo in forma ridotta il servizio di Pediatria. Tra marzo 2019 e dicembre 2020, il servizio è stato attivo solo per 6 ore al giorno, senza continuità assistenziale: da dicembre 2020, si è passati a 12 ore di ambulatorio.


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“Lunedì 14 giugno alle 16, la vertenza Elica vivrà certamente un giorno campale. È stato infatti convocato in Regione un tavolo dal Presidente Francesco Acquaroli, che vedrà la contemporanea presenza del management della multinazionale di Fabriano e del Coordinamento sindacale unitario (rappresentanti dei sindacati di categoria Fim-Fiom-Uilm e Rsu degli stabilimenti del Gruppo).



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“Seppur in ritardo, e forse mal volentieri, finalmente sembra che anche il presidente Acquaroli, uscendo dal suo solito torpore, abbia deciso di spendere qualche parola contro lo sciagurato piano industriale di Elica che, a tutt’oggi, prevede la delocalizzazione in Polonia degli impianti di Cerreto d’Esi e Mergo e il licenziamento di 409 lavoratrici e lavoratori.






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“Probabilmente né il presidente Acquaroli, né gli assessori Aguzzi e Carloni, hanno compreso la portata della crisi sociale ed economica che rischia di innescare la delocalizzazione in Polonia delle linee produttive di Cerreto d’Esi e Mergo annunciata dalla proprietà di Elica Spa e la conseguente perdita di oltre 400 posti di lavoro.






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"Le associazioni sportive dilettantistiche ospitano decine di migliaia di persone, tra cui tantissimi minori, e spesso si trovano a dover gestire impianti vetusti non avendo le risorse economiche per ristrutturarli. Il superbonus 110% è una grande occasione per riqualificare e rendere antisismici i locali utilizzati da tanti cittadini senza gravare sulle associazioni.



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“La Elica Spa ha presentato un piano industriale che ha fatto emergere dati particolarmente allarmanti. L’azienda negli ultimi anni ha utilizzato a piene mani gli strumenti della cassa integrazione in deroga per quasi 900 lavoratori. Se poi vediamo i dati relativi all’ultimo anno ha interrotto la CIGS per accedere a strumenti di sostegno al reddito Covid-19 per poco più di 1000 unità di personale.


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Sempre tutti bravi nelle intenzioni e nel fare proclami , nei fatti però, i soldi sono stati spesi, l’amianto è ancora al suo posto, l’immobile è ancora del legittimo proprietario e addirittura sembrerebbe che i lavori siano scomparsi dal piano triennale dei lavori pubblici.



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Il Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Marche Carlo Ciccioli si è incontrato con un gruppo di dipendenti degli stabilimenti Elica. Dal confronto è emerso che a tutt’oggi non ci sono sul tavolo regionale novità positive per quanto riguarda il piano industriale e la decisione dell’Azienda di trasferire le proprie produzioni in Polonia.




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"Ancora una lettera agli studenti marchigiani, in concomitanza di feste nazionali, fuorviante e divisiva. L’unità di popolo invocata non può passare per revisionismi di sorta ma deve trovare compimento proprio in quella Costituzione Repubblicana che fonda le sue radici nel Lavoro e nella Libertà e che rifiuta i totalitarismi e la violenza sui quali lui vorrebbe tirare un colpo di spugna.



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Tanti anni fa, Piero Calamandrei, invitava con queste parole i giovani italiani a scoprire il più profondo significato della Costituzione repubblicana: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati".




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Nei prossimi mesi, anche nelle Marche la priorità assoluta dovrà essere il lavoro. A fine 2020 il tasso di disoccupazione è salito all’8,3%, le assunzioni sono diminuite dell’11,9% rispetto all’anno precedente, ci sono 18.000 occupati in meno.


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Qualcosa si muove nella vertenza Elica, con lo spettro di chiusure e licenziamenti che interesserebbero 409 operai degli stabilimenti di Mergo e Cerreto D'Esi. Dopo il primo, infruttuoso incontro in Regione, dove l'azienda ha ribadito le sue ragioni, ora scende in campo il MISE: il Ministero ha convocato un primo incontro conoscitivo, previsto il 20 aprile, con i sindacati e la Regione.


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“Siamo molto preoccupati dal silenzio calato in questi ultimi giorni sulla vertenza Elica. Dopo i clamori suscitati dall’annuncio di ben 409 esuberi su 560 dipendenti negli stabilimenti di Mergo e Cerreto d’Esi, poco si è saputo di cosa è emerso durante l’incontro dell’8 aprile tra la Regione Marche, la stessa azienda e le organizzazioni sindacali.